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sabato 4 maggio 2013

Corso Inghilterra, ok per la sistemazione post lavori passante ferroviario

La Giunta Comunale ha approvato il 30 aprile 2013 il progetto definitivo di sistemazione della copertura del passante ferroviario sull’asse di corso Inghilterra tra corso Vittorio Emanuele II e via Grassi, di fronte alla nuova stazione di Porta Susa: si tratta di uno dei lotti (ne sono previsti altri 3) del completamento del viale della Spina fino a corso Grosseto, circa 4 chilometri di nuovo boulevard cittadino.

Il progetto prevede per questo lotto l’utilizzo di soluzioni simili a quelle già adottate per il tratto del viale realizzato negli anni scorsi tra largo Orbassano e corso Vittorio Emanuele, introducendo alcune modifiche quali il mantenimento dei filari di platani di corso Inghilterra e l’eliminazione della pavimentazione in acciottolato sui controviali.

La spesa complessiva prevista per la sistemazione di questo tratto della copertura del passante ammonta a 4 milioni e 700 mila euro: la stima per tutti i 4 chilometri di viale fino a corso Grosseto, a seconda delle soluzioni che si sceglieranno, oscilla tra i 34 ed i 52 milioni. (e.v.)
Fonte: comunicato stampa del Comune di Torino del 30/4/2013
L'attuale ristretto corso Inghilterra
visto da corso Vittorio Emanuele II

martedì 9 aprile 2013

Approvato il progetto di stombatura della Dora

La Giunta Comunale stamani ha approvato “in linea tecnica” il progetto definitivo di demolizione della copertura realizzata sul fiume Dora tra gli anni '50 e '60, nel tratto che da via Livorno va fino al futuro viale della Spina sull’asse di corso Principe Oddone.

La copertura fu costruita per esigenze industriali, e le relative autorizzazioni, rilasciate alla FIAT e poi transitate ad altre società (Secosid, Cimi Montubi ed oggi Fintecna Immobiliare), sono scadute nel 1995: la prima ingiunzione per la demolizione, giunta nel 2000 da parte dell’Ufficio del Territorio del Ministero delle Finanze, ha avviato un lungo iter di ricorsi che si è concluso nel 2010 al Consiglio di Stato, che ha confermato per l’allora Cimi Montubi ed ora per Fintecna l’obbligo di procedere alla demolizione.

Il progetto, presentato nel febbraio di quest’anno, prevede la “stombatura” di quel tratto del fiume con la rimozione del solettone che lo ricopre, conservando alcune strutture (argini e sostegni centrali) a servizio del parco Dora e per esigenze di gestione idraulica. La divisione in tre del corso d’acqua grazie ai sostegni centrali permette infatti di regolare meglio il deflusso delle acque di piena, e di bloccare almeno in parte materiali galleggianti che finirebbero per accumularsi contro i ponti più a valle. È prevista anche la realizzazione di tre passerelle, che attraverseranno il fiume collegando in quel tratto le due parti del parco Dora. Le strutture recuperate saranno ripulite e trattate con speciali vernici, malte ed isolanti che eviteranno esigenze di manutenzione per almeno vent’anni.

I costi per la demolizione saranno sostenuti da Fintecna Immobiliare, senza alcun onere per il Comune.

Fonte: comunicato stampa del Comune di Torino del 9/4/2013
Tombatura della Dora e lavori di realizzazione
della canna est del passante ferroviario
Aperture nella tombatura della Dora realizzate durante l'alluvione del 2000
per favorire il deflusso delle acque in caso di esondazione a monte
Inizio tombatura della Dora a ovest

venerdì 5 aprile 2013

Chi progetta vive sulla Luna?


Mi chiedo, ma i progettisti dell'ambiente urbano, dove vivono? Hanno un minimo di senso pratico per mettersi nei panni di un pedone e capire che 80 su 100 preferiranno tagliare sul prato anziché farsi il giro dell'oca?
Prevedere una diversa sistemazione dell'area, magari un vialetto tracciato in linea d'aria tra i due punti da raggiungere, era così complicato?



sabato 30 marzo 2013

Lavoretti a parco Dora

Tra danneggiamenti e vandalismi, anziché provare a montare telecamere, nel nuovo parco Dora vengono spesi soldi per lavori apparentemente inutili, come la rimozione di asfalto posato da pochi mesi in alcuni viali del parco e in un parcheggio, per poi procedere con la posa di asfalto nuovo. Il motivo non si capisce.


Sotto l'ex capannone di strippaggio invece un lavoro meno inutile (ma perché non pensarci prima invece di spendere ancora tra materiali e manodopera?), la sostituzione dei lampioni originali con altri a LED.


martedì 19 marzo 2013

Sfiorando il cielo e superando le Alpi

Ecco la situazione di oggi 19 marzo 2013 del GrattaPaolo, come viene più comunemente chiamato il costruendo grattacielo di Intesa San Paolo di Renzo Piano.

Ringraziando Riobasco per la superba foto di quest'oggi.


lunedì 18 marzo 2013

Giornate del FAI il 23 e 24 marzo 2013

IL LIBERTY A TORINO E VILLA RABY



Indirizzo: corso Francia 8, 10122 Torino

Orario: sabato 23 e domenica 24, ore 9.30 – 12.30 / 14.00 – 18.00

Note orario: visite guidate anche in lingua straniera a cura degli Studenti della Facoltà di Lingue. Sabato 23, ore 16.00 / 17.00 concerto.

Descrizione: villa Raby è un edificio storico in stile Liberty che sorge nel quartiere San Donato. Fu progettato dal celebre Pietro Fenoglio, in collaborazione con Gottardo Gussoni. La Villa prende il nome dai primi proprietari ed è un'abitazione privata progettata nel 1901. L'edificio ha finestre con modanature, mentre all'ultimo piano le finestre sono intervallate da colonnine, il portoncino, di particolare pregio, è in legno scolpito con fregi di metallo.

PALAZZO BAROLO: COSTUMI E MUSICA A PALAZZO NEL '700


Indirizzo: via delle Orfane 7, 10122 Torino

Orario: sabato 23 e domenica 24, ore 9.30 – 12.30 / 14.00 – 18.00

Note orario:
La riscoperta della collezione delle stampe vestite della Marchesa Giulia di Barolo sarà riservata esclusivamente agli Iscritti FAI. Visite guidate anche in lingua straniera a cura degli Studenti della Facoltà di Lingue. Sabato 23 e domenica 24, ore 10.00 / 11.00 / 12.00 / 15.00 / 16.00 / 17.00 concerti.


Descrizione:
L'edificio fu costruito alla fine del Seicento da Gian Francesco Baroncelli. Originariamente proprietà dei Provana di Druent, dal 1727 passò in eredità ai Falletti di Barolo, che intorno alla metà del Settecento ne affidarono la modifica a Benedetto Alfieri per adeguarlo al gusto rococò. Gli stucchi sono di Pietro Somasso, le tele di Francesco Trevisani e gli affreschi dei Legnani. Il palazzo fu la residenza di Tancredi Falletti di Barolo e della moglie, con i quali si estinse la casata.



PALAZZO DELLA CURIA MAXIMA


Indirizzo: via Corte d'Appello 16, 10143 Torino

Orario: sabato 23 e domenica 24, ore 9.30 – 12.30 / 14.00 – 18.00

Note orario: visite guidate anche in lingua straniera a cura degli Studenti della Facoltà di Lingue. Domenica 24, ore 16.00 / 17.00 concerto.

Descrizione: Si tratta di un Palazzo ricco di storia e cultura civica, ma anche di grande valore artistico. Sede del Regio Senato e della Camera dei Conti, l'edificio settecentesco voluto da Vittorio Amedeo II per ospitare le massime magistrature dello Stato venne iniziato da Filippo Juvarra e parzialmente completato tra il 1838-1839 ad opera dell'ingegner Ignazio Michela.

domenica 3 marzo 2013

Torino, la città più teleriscaldata d’Italia

Siamo già la città più teleriscaldata d’Italia -e quindi anche quella che produce meno smog legato ai termosifoni-, ma entro i prossimi dieci anni questa rete, oggi lunga 900 chilometri, arriverà a coprire i tre quarti della città per un totale di 550 mila torinesi. Un investimento da 200 milioni di euro che debutterà nell’area Nord-Est della città dove si sta ipotizzando la costruzione di una caldaia di integrazione. Lo ha annunciato ieri l’amministratore delegato di Iren, Roberto Garbati, a fianco del sindaco Fassino durante la presentazione del volume «1982-2012: trent’anni di teleriscaldamento a Torino».

«Il fatto di essere tra le città più teleriscaldate d’Europa - ha detto il sindaco - comporta molti aspetti positivi sia sul fronte ambientale, sia su quello energetico ed economico con un significativo risparmio dei costi». E ha aggiunto: «Iren è un asset fondamentale dell’economia italiana, piemontese e torinese. Le scelte operate in questi anni dimostrano quanto il gruppo sia all’avanguardia nei settori dell’energia e dell’ambiente. E insieme con Iren stiamo studiando anche altre strategie per aumentare risparmio ed efficienza. La Città in qualità di principale azionista continuerà a lavorare perché Iren sia sempre più campione nazionale sul fronte delle multi-utility, un ruolo che la società ha rafforzato con la recente incorporazione di Trm e Amiat».
Emanuela Minucci
Fonte: articolo de "La Stampa web" del 1/3/2013
Posa tubazioni in uno dei corsi della città
La nuova centrale in zona Vallette
La centrale di Moncalieri
Scheda della centrale di corso Ferrucci su UrbanFile.
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