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venerdì 22 febbraio 2013

Giardino Grosa: approvato il progetto di riqualificazione

Cominceranno a settembre per concludersi nella primavera del prossimo anno i lavori di rifacimento del Giardino Nicola Grosa, tra via Cavalli e corso Inghilterra, davanti al Tribunale Bruno Caccia. Il 19 febbraio la Giunta Comunale ha approvato il progetto di massima e lo schema di convenzione che disciplina gli impegni tra Città e Intesa Sanpaolo per i lavori di riqualificazione dell’area verde.

L’impegno dell’istituto di credito per rimettere a nuovo il giardino risale al 2010: Intesa Sanpaolo che lì vicino sta realizzando il proprio Centro Direzionale, aveva dato la propria disponibilità ad eseguire questi lavori utilizzando le somme dovute alla Città come canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, necessari e funzionali alla costruzione del succitato Centro Direzionale.

Il progetto, che vede come per il Centro Direzionale la firma di Renzo Piano, stima un costo di realizzazione del giardino pari a 2 milioni e 500mila euro più Iva. Come previsto dalla Convenzione Cosap, l’istituto di credito compenserà una porzione dei costi relativi alla realizzazione delle opere, pari a 1 milione di euro, con una parte della somma dovuta alla Città per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. La restante, per l’importo massimo di 1 milione e 500mila euro, sarà a carico esclusivo di Intesa Sanpaolo.

Prima di intraprendere i lavori di realizzazione del giardino si provvederà al rifacimento delle impermeabilizzazioni delle strutture del parcheggio sottostante. Quindi, verrà riportata altra terra di migliore qualità e verranno messi a dimora i nuovi alberi, in numero maggiore a quello di oggi.

Intesa Sanpaolo si farà altresì carico, a proprie spese, della manutenzione ordinaria delle opere realizzate sul Giardino Grosa per un periodo di due anni decorrenti dal collaudo delle stesse, prorogabili per ulteriori due anni. A carico dell’Istituto di credito sono anche i costi di smontaggio dei giochi attualmente presenti sull’area, il trasporto in altra area indicata dalla Città e il successivo montaggio.
Fonte: comunicato stampa del Comune di Torino del 19 febbraio 2013

Il giardino Grosa visto da via Falcone angolo via Cavalli

mercoledì 20 febbraio 2013

Corso Marconi: passo avanti per il parcheggio pertinenziale

Il bando di gara per la concessione del diritto di superficie per la realizzazione del parcheggio pertinenziale nel sottosuolo di corso Marconi, nel quartiere San Salvario, è stato approvato dalla Giunta comunale.

Il parcheggio, nel tratto di strada tra corso Massimo d’Azeglio e via Madama Cristina, potrà disporre di almeno due piani interrati e custodire 180 veicoli.

La concessione, che sarà offerta partendo da una base di gara non inferiore a trecentomila euro, avrà una durata di 90 anni e la progettazione della costruzione sarà a carico dell’impresa aggiudicataria.

L’intervento di riqualificazione superficiale prevede la valorizzazione della banchina centrale alberata dell’intero corso Marconi, che diventerà un viale pedonale alberato le cui quinte saranno il convento San Salvario di largo Marconi e il Castello del Valentino.
Fonte: comunicato stampa del Comune di Torino del 19 febbraio 2013

Il tratto di corso Marconi che ospiterà il parcheggio interrato

domenica 10 febbraio 2013

Dove si lega la bici a Porta Susa?

Dal 1° febbraio è stato definitivamente chiuso il fabbricato viaggiatori della vecchia Porta Susa FS. La nuova stazione, con la sua galleria vetrata lunga quasi 400 metri, inizia ora ad essere frequentata in pieno dai passeggeri che si spostano tra le banchine sotterranee e il resto della città. Qualcuno, con positivo spirito ecologico, raggiunge la stazione in bicicletta, ma iniziare a vederne a mazzi, legate in modo disordinato alle moderne balaustre, non è il massimo. Si spera dunque che tutt'intorno alla moderna stazione vengano presto installati i classici archetti cui ancorare biciclette.


mercoledì 16 gennaio 2013

Inaugurata la stazione di Porta Susa

Lunedì 14 Gennaio 2013 è stata inaugurata la nuova stazione per l'alta velocità di Porta Susa.
Un passo verso il futuro. È così che il premier uscente Mario Monti ha definito la nuova stazione di Porta Susa, a Torino. Arrivato in città a bordo di un treno Frecciarossa, il presidente ha infatti partecipato all'inaugurazione della struttura: «Quest'opera, di fondamentale importanza per l'Italia, è l'immagine di un Paese che avanza» - ha dichiarato Monti - «un Paese che è aperto, dinamico, coraggioso, che sa rinnovarsi e non ha paura del nuovo». 
Una galleria d’acciaio e vetro lunga 386 metri, e larga circa 30. La stazione occupa una superficie di 37.000 metri quadrati, di cui 8.000 sono aree dei servizi tecnici e 7.700 di aree commerciali.All’interno del fabbricato ci sono anche 13.000 metri quadrati di aree pedonali. L’architettura del progetto reinterpreta in chiave moderna le gallerie urbane delle città italiane del XIX secolo e le hall ferroviarie delle stazioni ottocentesche.
Prima stazione ad alta velocità italiana sulla linea Parigi-Roma, progettata da AREP (capogruppo) con Silvio d’Ascia Architecte e l’architetto Agostino Magnaghi.


Foto Archiportale








venerdì 11 gennaio 2013

Ma le bici del ToBike dove sono?

Nei giorni scorsi sono state attivate 5 nuove stazioni del ToBike, portando a 92 il totale degli stalli già installati tra Torino e alcune città dell'hinterland.
Passeggiando per la città però, si notano spesso alcune stazioni completamente prive di biciclette. Il parco veicoli del bike-sharing torinese non sembra crescere.



giovedì 10 gennaio 2013

Palazzo della Luce

Questo è quanto viene proclamato nel comunicato stampa di questo prestigioso palazzo di inizio secolo:

Con carta e matita, fin dall'inizio, si è cercato di entrare in punta di piedi nell'edificio, decisi a sfruttarne le potenzialità piuttosto che a stravolgerne le caratteristiche. Disegno dopo disegno – l'operazione è partita nel 2010, ma il team di progettisti ha già messo la firma sulla "generazione otto" di planimetrie e carte – il risultato è un palazzo che conserva nelle facciate tutta la maestosità della belle époque, ma protegge al suo interno, nella corazza monumentale, spazi per uffici e dieci appartamenti extralusso, leggeri e moderni, dalle ampie metrature e superfici vetrate, che ricreano, con l'inserimento di giardini pensili, la quiete di un paesaggio collinare nel cuore della rumorosa città.

La trasformazione è quella del Palazzo della Luce di Torino, ex sede dell'Enel, in via Bertola 40. Promotore dell'intervento, commercializzato sotto il marchio Living Supreme, è la società di gestione del risparmio Valore Reale, attiva su scala nazionale con progetti che guardano all'innovazione. «La differenza – spiega Peter Jaeger, l'architetto che segue la trasformazione – sta nell'approccio. Quando ci siamo messi al lavoro, il primo passo non è stato calcolare quanti appartamenti, anche di piccolo taglio, si potessero ricavare con la metratura a disposizione. Ci siamo messi invece a studiare lo spirito dell'edificio per adattare al suo interno un progetto coerente, che propone alloggi sicuramente di taglio atipico, ma con una qualità e un'attenzione ai dettagli che è in linea con il mercato di alta gamma a cui ci rivolgiamo».

Dentro il fabbricato, che ospita già in una parte gli uffici di Equitalia, stanno prendendo forma 21mila mq di uffici e appartamenti, tagliati su misura per i proprietari (già concluse le prime trattative di vendita). Il progetto, che mantiene fra gli spazi comuni il grande atrio aulico in ingresso, ospita un'autorimessa da 50 posti, un'area fitness, uno spazio per ricevimenti e convegni. «Fondamentale nell'operazione – spiega ancora Jaeger – è stata la trasparenza garantita dalla proprietà, che non è un'impresa di costruzioni ma un fondo, e l'attenta regia e il coordinamento svolto da Amsoc, società altoatesina specializzata in project management». Tutti i fornitori, che stanno lavorando nel cantiere (in tutto, una ventina di ditte), sono stati selezionati con gara e sulla base delle competenze dimostrate. Un modello nuovo per il privato, che apre forse una strada "nordica" alla riconversione delle tante dimore storiche presenti sul territorio. — M. C. V

Dal Sole 24Ore












venerdì 28 dicembre 2012

Primi cenni di cladding per il "Grattapaolo"

Forse è improprio chiamarlo cladding perché interessa la parte interna dell'edificio, ma in questi giorni sono state posizionate alcune finestre nel crescente grattacielo Intesa-Sanpaolo.
Le parti montate sono molto probabilmente la parte interna che in seguito sarà accompagnata dal vero e proprio cladding esterno. L'insieme creerà una sorta di intercapedine per tutta la facciata dell'edificio.











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